LE SENTENZE SPIRITUALI
DI SAN ANTONIO MARIA ZACCARIA
desunte da antichi documenti


OBBEDIENZA

<<L'obbedienza è il principale segno dell'umiltà, ed io preferisco esercitarla verso gli altri che esigerla dagli altri, poiché essa è la madre di tutte le virtù e il fondamento sicuro della Congregazione>>.


MORTIFICAZIONE

1. Contro le tentazioni e le persecuzioni, Antonio Maria si esercitava nelle macerazioni della carne, nel sopportare il disprezzo e le avversità per Cristo. Ripeteva spesso, in proposito, queste due sentenze:

- <<Sapientia non invenitur in terra suaviter viventium>> (Job. XXVIII, 12).
- <<Qui Christi sunt discipuli, carnem suam crucifigere debent cum vitiis et concupiscentiis>> ( Gal. V, 24).

2. L'altro fondamento che si affaticava a radicare nelle Figliuole dal Signore a lui commesse era il disprezzo del mondo, l'amore alle violenze e alle umiliazioni: ché queste erano le sue proprie parole: <<Per amore del Crocifisso>>; <<Per imitazione del Crocifisso>>.
E questi erano i vocaboli che andavano per casa: <<L'amore del Crocifisso>>; <<Per imitare il Crocifisso, di grazia, abbracciamo gli obbrobri>>, che così imparavano dal loro Padre.


PERSECUZIONI

Il <<Liber Capitulorum>> del 15 maggio 1551 riporta un breve discorso del P. Battista Soresina sul modo di cavar profitto dalle persecuzioni. In esso è citata un'espressione del Santo Fondatore:
<<Il Crocifisso vuole manifestarci al mondo per mezzo dell'infamia>>.


TIEPIDEZZA

Antonio Maria non tollerava che si facesse il proprio dovere per abitudine, con finzione o simulazione, ma esortava sempre i suoi figli a compierlo con sincerità, con fervore e come se fossero impegnati in una continua gara di perfezionamento. Ripeteva in proposito l'esempio della vitella Efraim:
<<Non fate le cose a stampa, come la vitella Efraim avvezzata a godersi la trebbiatura!>> (Os. X, 11)


APOSTOLATO

1. Antonio Maria, ai convertiti di recente, come unico modello proponeva Gesù Cristo Crocifisso, poiché diceva:
<<Gustato semel spiritu, desipit omnis caro. E chi incomincia ad amare Gesù Cristo, più facilmente disprezza la vanità del secolo; e dopo aver rinunciato alle umane comodità, si riveste quasi insensibilmente della migliore forma di cristiana disciplina>>.

2. Avvertiva i suoi fratelli che nel convertire le anime attendessero ad attaccarle a Cristo Crocifisso e che non s'affaticassero molto in altro; perciocché, innamorato che sia uno del Crocifisso, da se stesso poi detesta ed abomina ogni vanità, delizie superflue e ogni altra cosa ripugnante alla buona disciplina cristiana.

3. Un giorno il P. Soresina, dopo la morte di Antonio Maria, vinto dalla pigrizia e forse anche dalla stanchezza, rinviò ad altro tempo la confessione di un malato. La notte seguente, prima di addormentarsi, udì chiaramente la voce a lui ben nota dello Zaccaria:
<<Messer Battista, mio buon fratello, dov'è quella carità che ci ha insegnato Paolo nostro? Perché hai trascurato quell'anima>>.


PREDICAZIONE

Nella predicazione al popolo era ricercatissimo, perché non faceva sfoggio delle sue doti, ma additava l'esempio di Gesù Crocifisso. Ne era tanto consapevole, che ripeteva spessissimo il detto paolino:
<<Sermo meus et praedicatio mea non in persuasibilibus humanae sapientiae verbis (1 Cor. II, 4), aut in sublimitate sermonis (1 Cor. II, 1), sed in doctrina spiritus>>.


UFFICIO DIVINO

Esigeva massima devozione nella recita del Divino Ufficio e ripeteva frequentemente in proposito:
<<Maledictus qui facit OPUS DEI negligenter>> (Jer. XLVIII, 10).


SALUTE FISICA

La delicatezza della sua complessione fisica non lo distoglieva dalle severe mortificazioni; non risparmiava fatica alcuna e superava quelle difficoltà che per altri sono causa di rilassamento. Confidando nel divino aiuto, soleva dire con l'Apostolo:
<<Omnia possum in Eo qui me confortat>> (Phil. IV, 13).


DOLCEZZA

E non solo questo benedetto Padre aveva indefessa cura delle anime delle sue figliuole, ma ancora dei corpi e delle cose corporali; le chiamava a sé e con una carità svisceratissima le interrogava:
<<Figliuole, di grazia, ditemi se avete bisogno di qualche cosa>>.
E asseriscono quelle prime Madri che, sebbene occupato in negozi di servizio di Dio e beneficio delle anime, teneva però pensiero che non mancassero loro né scarpe, né pianelle, né altre minuzie. Ed egli stesso voleva provvedere a tutti i bisogni delle figliuole sue, e chiunque di esse a lui ricorresse a qualsivoglia ora, sempre con faccia e parole benigne e soavi le accoglieva.


SPIRITO PROFETICO

Antonio Maria si trovava a Guastalla. Un giorno, lungo la riva del Po, si incontrò con un giovane robusto che, impassibile, quasi non curandosi di lui, fissava i suoi occhi spenti nelle onde del fiume. Lo salutò cortesemente e dopo uno sguardo rapido con paterna dolcezza lo ammonì:
<<Figliuolo, rientra in te stesso e riapri il cuore tuo alla grazia divina. Tu sai che nulla è più fragile e incerto della vita umana. Il cuore mi dice che Dio ti chiamerà a sé molto più presto di quanto tu possa pensare>>.
Il giovane, turbato, fece sull'istante la confessione di tutta la sua vita. La sua salute escludeva anche solo il pensiero d'una morte repentina; eppure alcuni giorni dopo morì.


CONTRO IL DEMONIO

Un giovane si presentò un giorno allo Zaccaria, pregandolo di aiutarlo a scacciare uno spirito malefico che da tempo infestava la sua casa e che, nonostante i molti rimedi usati, non riusciva ad allontanare. Il Santo, dopo aver umilmente pregato, con fede profonda nel divino aiuto disse:
<<Va, Figliuolo, e dì a quel cattivo demonio da parte mia che in nome del Signor nostro Gesù Cristo se ne parta assolutamente da quella casa, e non osi più, d'ora in avanti, essere molesto a te o a chiunque altro>>.


L'ADDIO ALLA MADRE

Al capezzale di Antonio Maria morente erano presenti il Ven. B. Ferrari, il P. Soresina, il P. Serafino da Fermo, Bonsignor Cacciaguerra, Paola Antonia Negri e la sua piissima madre Antonia Pescaroli. Dopo aver assistito all'amministrazione degli ultimi Sacramenti al Figlio, la Pescaroli scoppiò in pianto dirotto. Antonio Maria, distogliendo per un istante gli occhi dal Crocifisso, profeticamente le disse:
<<Non piangere, madre carissima; fra poco anche tu potrai godere con me dell'eterna gloria>>.